Dissoluzione della Rai Tv in nome delle libertà di antenna
Mi ero riproposto di non leggere i giornali di mattina, avrei dovuto farlo: ci sono notizie che lette ad inizio giornata sono un macigno sulla schiena che non scompare prima della sera, roba da rimettersi nel letto ed aspettare tempi migliori (peccato che dormendo ci si può aspettare al massimo di averne di peggiori).
Veniamo la dunque, si legge dal Corriere:
«L’informazione della Tv di Stato è inguardabile, Anno Zero è osceno, per non parlare dei programmi della Dandini. Adesso ci mancava pure Biagi che ritorna…». Durante l’incontro con i dirigenti lombardi di Forza Italia a Sesto San Giovanni, Berlusconi ha anche duramente attaccato l’azienda pubblica. «Mi arrivano - ha spiegato il leader di Fi secondo quanto viene riferito - tanti fax di protesta di gente che non vuole pagare il canone. Come ex presidente del Consiglio non lo posso dire, ma se qualcuno propone lo sciopero del canone fa bene…».
Non è buffo che chi si dipinge come una sorta di profeta della libertà poi nel concreto finisca per volere a tutti i costi tappare la bocca a qualcuno? Eppure è così: in Italia oggi ci sono gruppi di persone che non possono svolgere determinati lavori, stiamo tornando al Ventennio in nome della libertà.
Da Repubblica si legge invece:
Daniele Luttazzi, lei è l’ultimo degli “epurati” Rai a rimanere fuori dalla tv. Cosa ne pensa del ritorno di Enzo Biagi a RaiTre?
“Sono molto felice che Biagi possa tornare a fare il suo lavoro, perché mi sembra bravino. Io però vorrei rivederlo a RaiUno dov’era prima. Mi chiedo cosa ancora lui debba scontare”.Qual è stata e qual è la sua posizione?
“L’”ukase” bulgaro di Berlusconi mi ha procurato un danno professionale, economico e psicologico ingente che purtroppo non potrà essere sanato. Si è trattato di una censura faziosa di tipo maccartista. Venni cacciato in seguito alla mia intervista a Marco Travaglio, e poi anche querelato per diffamazione da Berlusconi, Mediaset, Fininvest e Forza Italia. Ho vinto tutte e quattro le cause perché secondo i giudici la mia intervista era “continente” e le risposte di Travaglio erano “basate su fatti veri”. Al di là del caso personale ha vinto il diritto costituzionale d’informare e essere informati. Quindi quell’intervista potrebbe essere ritrasmessa nella sua interezza oggi stesso. Sarebbe un bel segnale”.Ipotizzando un suo rientro, che idee avrebbe?
“Mi piacerebbe tornare in Rai per continuare il mio Satyricon. Non credo che sarà possibile perché la televisione non può più permettersi la satira vera, che per definizione è libera e commenta i fatti che accadono facendo da controcanto profano a ogni tipo di “sacro”, sia politico che religioso”.
Si noti bene: «Ho vinto tutte e quattro le cause perché secondo i giudici la mia intervista era “continente” e le risposte di Travaglio erano “basate su fatti veri”.». L’uso criminoso della TV pubblica non era poi tanto criminoso se il criminale in questione ha ottenuto quattro assoluzioni (non quattro prescrizioni, come è in voga di questi tempi).
Ringrazio Licio Gelli per il titolo.